Miele, QUALCOSA DI SPECIALE

Miele dell'Apicoltura Ca dul PinI MIELI

Sono molte le tipologie di miele prodotte dall'Apicoltura Ca dul Pin, ma con il comun denominatore di essere sempre espressione del territorio del Verbano Cusio Ossola.

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    MILLEFIORI: miele impossibile da descrivere perché sempre diverso, potendo variare anche se prodotto a pochi chilometri di distanza oppure, se dello stesso luogo, a causa del periodo di raccolta. È spesso sottovalutato perché erroneamente associato ai mieli commerciali quando rappresenta, invece, l'autentica impronta botanica e floreale di un territorio. Il VCO, potendo contare su una moltitudine di ambienti che vanno dal lago al clima pedemontano fino alle vette alpine, offre una incredibile varietà di millefiori, tutti da scoprire, in particolare quello pregiatissimo da flora alpina.

     

    ACACIA: insieme al rododendro rappresenta la principale tipologia di miele debole, così definito dagli esperti di analisi sensoriale per la sua estrema dolcezza e delicatezza che, quando puro, ricordano il confetto e la vaniglia. Indicato per dolcificare le bevande o per condire macedonie di frutta, se aggiunto alla passata di pomodoro è in grado di regolarne l'acidità ed esaltarne il sapore. Sempre liquido grazie all'abbondante presenza di fruttosio, si presenta con un delicato aspetto paglierino che ricorda gli splendidi fiori bianchi della pianta da cui proviene il nettare: la robinia.

     

    RODODENDRO: altro miele debole, al naso è etereo ed evanescente, mentre al palato si presenta con una notevole dolcezza che può ricordare le gelatine di frutta. Si produce solo ad alte quote e non tutti gli anni, a causa della mutevolezza delle condizioni climatiche e meteorologiche, caratteristica dell'habitat di questa pianta. Per tutti questi motivi si tratta di un miele raro e particolarmente pregiato.

     

    AILANTO: lo potremmo definire un miele "nuovo", perché prodotto a partire da una pianta – l'ailanto, anche chiamato albero del paradiso – che si sta diffondendo, anno dopo anno, nelle zone più temperate e pianeggianti dell'Italia. L'aroma ricorda l'uva moscata, ma la sua caratteristica principale che lo rende pregevole è il retrogusto di té alla pesca che lascia in bocca dopo il suo consumo.

     

    CASTAGNO: miele amaro, negli ultimi anni si sono riscontrati notevoli problemi nella sua produzione a causa della riduzione dei boschi di castagno, messi in crisi dalla diffusione del cinipide del castagno, un insetto parassita che ha devastato la popolazione europea di questa pianta. Di colore molto scuro, liquido per moltissimo tempo, al naso presenta aromi tannici e animali, mentre al palato la nota amara è decisa e acocmpagnata da sentori di tabacco bagnato, legno, carruba e fava di cacao. Grazie a queste sue caratteristiche organolettiche è ottimo se accostato a una formaggio ossolano d'alpeggio ben stagionato.

     

    TIGLIO: appartenente ai mieli balsamici, il miele di tiglio si presenta di colore molto chiaro quando liquido, bianco-latte quando cristallizzato, processo che avviene piuttosto rapidamente. Il suo incredibile profumo, che ricorda molto il fiore, è dovuto a ben cento sostanze aromatiche diverse che lo rendono unico quando usato come dolcificante per tisane, oppure in abbinamento al cioccolato extrafondente grazie ai toni di mentolo, lime e salvia percepibili in bocca.

     

    MELATA: può essere di due tipi: d'abete o di metcalfa. La melata si differenzia dai mieli a causa della sua origine: se i primi sono prodotti dalla bottinatura del nettare prodotto dalle piante tramite i fiori, le seconde provendono dalla raccolta di sostanze zuccherine prodotte da determinati afidi. Di colore molto scuro e con una maggiore viscosità, al naso possono ricordare la resina d'abete, il caramello, la composta di albicocca o, comunque, la frutta matura e lavorata. Anche al palato il sentore di caramello è importante e persistente. Grazie al loro indice glicemico inferiore rispetto a quello dei mieli da nettare sono indicati per tutti, in particolare bambini, anziani e sportivi grazie al loro contenuto decisamente importante di sali minerali.Next

TANTO IMPEGNO

Tanto cuore

Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura Ca dul Pin
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    Trasformare una passione in una professione: è stata questa la missione dell'Apicoltura Ca dul Pin, azienda apistica nata nel 2012 dal connubio tra due giovani apicoltori ossolani, Fabio Tombesi e Federico Caretti. Rimasti affascinati dal meraviglioso mondo delle api, Fabio e Federico hanno iniziato per hobby un piccolo allevamento di api oltre dieci anni fa. Poche arnie e molta attenzione a questi minuscoli, stupefacenti insetti, il tutto condito da ore passate sui libri a studiare, corsi, seminari e tanti, tantissimi errori da cui imparare ogni giorno.

    Con il passare del tempo la questione si è fatta "seria" e quei pochi alveari sono ora diventati oltre trecento, dislocati su tutto il terriritorio del Verbano-Cusio-Ossola. Proprio la possibilità di risiedere in una zona tanto varia, quel è quella del VCO, ha consentito all'Apicoltura Ca dul Pin di produrre diversi mieli uniflorali, oltre a numerose tipologie di millefiori, vera impronta floreale e botanica di ogni ambiente. Il territorio del Verbano-Cusio-Ossola ha inoltre permesso a Fabio e Federico di impostare l'azienda su una metologia stanziale di allevamento delle api, evitando a questi animali lo stress di una pratica esasperata del nomadismo alla continua rincorsa delle fioriture, dalla Calabria al Piemonte. L'Apicoltura Ca dul Pin, infatti, è strutturata in una serie di apiari stanziali di circa venticinque arnie ciascuno, dislocati a partire dall'areale lacustre fino ai piedi del Monte Rosa, metodologia che consente all'azienda di produrre una incredibile varietà di mieli, tutti connotati in maniera decisa dall'areale in cui sono stati prodotti.

    Assaggiando un cucchiaino di miele dell'Apicoltura Ca dul Pin sarà quindi possibile trovarsi nei pascoli alpini di Macugnaga, nei boschi di castagno di Premeno, sul Monte Cimolo, oppure sulle coste temperate affacciate sul lago Maggiore, valorizzando appieno tutta la biodiversità del territorio del Verbano-Cusio-Ossola.

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LE API, IL NOSTRO LAVORO

Rispetto e natura

Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
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Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
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    Accanto alla ricerca della qualità assoluta del prodotto finale, il miele, l'Apicoltura Ca dul Pin si è mossa nella direzione del garantire alle api il maggior benessere possibile, nella convinzione che non possa esistere alcun prodotto di qualità senza il rispetto per gli animali che, quel prodotto, lo forniscono. Da qui una conduzione degli alveari impostata in maniera totalmente biologica e naturale, lontana da stress e dalle gravose metodologie industriali. La lotta alla varroa, il terribile acaro che a partire dagli Anni '80 del Novecento sta affliggendo l'apicoltura europea, è quindi svolta mediante tecniche apistiche quali blocco di covata e asportazione della stessa accompagnate dall'uso di molecole approvate in agricoltura biologica come l'acido ossalico, senza alcun utilizzo di acaricidi di sintesi.

    La lavorazione del miele, inoltre, è fatta rigorosamente a freddo, senza alcun trattamento termico che ne altererebbe caratteristiche organolettiche e nutritive: il miele che è possibile assaggiare presso l'Apicoltura Ca dul Pin è quindi identico a quello stivato dalle api nelle loro cellette, garantendo al consumatore un'esperienza, emotiva e gustativa, unica.

    I principali lavori svolti in campo:

    • Mantenimento delle postazione dedicate agli alveari.
    • Visita periodica per la valutazione e la preparazione delle famiglie al raccolto.
    • Contenimento della sciamatura mediante scellatura e formazione di nuove famiglie per la rimonta aziendale.
    • Posa dei melari e successiva raccolta per il trasporto al laboratorio di smielatura.
    • Formazione di nuovi nuclei e allevamento di regine selezionate.
    • Trattamenti sanitari, rigorosamente biologici, per combattere acariosi e infestazioni parassitarie.
    • Nutrimento di soccorso e preparazione all'invernamento degli alveari.

     

    I principali lavori svolti in laboratorio:


    • Stoccaggio dei melari in locali a umidità controllata. • Analisi dell'umidità relativa del miele.
    • Disopercolatura a mano dei favi e smielatura a freddo per centrifugazione.
    • Suddivisione delle tipologie di miele uniflorale e non. • Apertura dei lotti di tracciabilità.
    • Eventuale abbattimento dell'umidità mediante deumidificatori a dischi per garantire una percentuale non superiore al 17%, valore che garantisce il grado più elevato di esperienza gustativa.
    • Stoccaggio del miele in maturatori di decantazione per almeno 20 giorni.
    • Confezionamenti di vasetti, secchi e fusti per la vendita.

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AMBIENTE

STORIA

Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin
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    Suggestiva, infine, la sede dell'azienda, ricavata all'interno di due stabili tradizionali risalenti al XVIII secolo e un tempo adibiti a stalla, fienile e abitazione che, debitamente ristrutturati e predisposti secondo le norme vigenti, mantengono tutto il fascino delle costruzioni in pietra tipiche dell'ambiente ossolano.

    L'Apicoltura Ca dul Pin si inserisce, anche materialmente, all'interno della storia del territorio, non smettendo però di innovare per rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze dei clienti. Tutto ciò permette ai visitatori non solo di assaporare un miele all'altezza di ogni aspettativa, ma anche di essere catapultati in un mondo più lento e a misura di uomo e di ape.

     

    LA VAL GRANDE

    Da segnalare come tanto la sede azienda dell'Apicoltura Ca dul Pin, a Vogogna, quando alcuni importanti apiari – a Cardezza, Premosello Chiovenda, Cossogno e ancora Vogogna – siano situati all'interno del territorio del Parco Nazionale della Val Grande, un autentico angolo di paradiso naturalistico, rappresentando l'area wilderness più grande d'Italia.

    Federico Caretti e Fabio Tombesi di Apicoltura ca dul Pin

    La Val Grande ha una storia antichissima, esemplificata dalla moltitudine di incisioni rupresti che è possibile ammirare esplorando il suo selvaggio ambiente montano. Sebbene oggi sia un'area boschiva particolarmente impervia, in passato le sua valle e i suoi versanti furono lavorati e abitati dalle genti del luogo che, con immensa fatica e dedizione, ricavarono terrazzamenti per coltivare la segale e alpeggi in cui far pascolare il bestiame.

    Attualmente, grazie alle numerose iniziative che hanno portato all'istituzione del parco e alla sua conservazione, la Val Grande offre panorami mozzafiato e un contatto diretto con la natura, oltre a preservare boschi e radure di una ricca varietà floreale che consente di produrre un miele genuino e unico dal punto di vista organolettico. Dopo un'escursione alla scoperta di antichi alpeggi, di panorami commoventi o alla ricerca della ricca fauna presente nel parco, portare a casa un vasetto di miele qui prodotto significa poter rivivere quegli stessi sentimenti, riassaporandone gli odori e i sapori, in un'esperienza senza fine e in attesa del sospirato ritorno.

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